Un’indagine di Unobravo su 1.670 adulti rivela come cambia la percezione dell’età tra le generazioni. Più di un giovane su due avverte la pressione di mantenere un aspetto giovane, mentre salute e autonomia sono le principali preoccupazioni legate all’invecchiamento.
A 37 anni si è già vecchi? Per la Generazione Z è questa l’età in cui si immagina di iniziare a sentirsi anziani. Una percezione molto diversa da quella dei Baby Boomers, che spostano la soglia fino ai 61 anni. A evidenziare il divario generazionale è un’indagine condotta da Unobravo su 1.670 adulti in tutta Italia, con l’obiettivo di analizzare il rapporto degli italiani con l’invecchiamento, le preoccupazioni legate al passare del tempo e l’influenza delle aspettative sociali sul benessere psicologico.
A livello nazionale, l’età media in cui gli intervistati dichiarano di sentirsi vecchi, o prevedono di iniziare a esserlo, è di 50,4 anni. Una soglia che precede di quasi dieci anni quella che, secondo i partecipanti, viene generalmente associata alla vecchiaia dalla società.
A che età ci si sente vecchi? Le differenze tra generazioni
Uno degli aspetti più significativi della ricerca riguarda la distanza tra le diverse generazioni.
Per la Gen Z la vecchiaia comincia a 37 anni, mentre i Millennials collocano questo passaggio a 43 anni. La soglia sale a 52 anni per la Generazione X e raggiunge i 61 anni tra i Baby Boomers.
La percezione cambia anche quando agli intervistati viene chiesto di indicare l’età a partire dalla quale la società considera una persona anziana.
| Generazione | Età in cui ci si sente vecchi | Età attribuita alla società |
|---|---|---|
| Gen Z | 37 anni | 52 anni |
| Millennials | 43 anni | 58 anni |
| Gen X | 52 anni | 61 anni |
| Baby Boomers | 61 anni | 64 anni |
I dati mostrano che le generazioni più giovani tendono ad anticipare maggiormente l’inizio della vecchiaia rispetto a quelle più adulte.
Tra i giovani della Gen Z, inoltre, emerge una differenza di 15 anni tra l’età in cui si immagina di sentirsi vecchi e quella in cui si ritiene che la società inizi a considerare tale una persona.
Le donne si sentono vecchie cinque anni prima degli uomini
Il rapporto con l’età presenta differenze anche tra uomini e donne.
Secondo l’indagine, le donne collocano mediamente l’inizio della vecchiaia a 48 anni, mentre gli uomini indicano una soglia di 53 anni.
Un divario di cinque anni che evidenzia come la percezione dell’invecchiamento non sia uniforme e possa variare anche in relazione al genere.
Il dato si inserisce in un quadro più ampio, nel quale l’aspetto fisico e le aspettative sociali rappresentano elementi importanti nella costruzione dell’immagine personale.
La paura più grande è perdere salute e autonomia
Non è soltanto una questione estetica. Per molti italiani, invecchiare significa soprattutto confrontarsi con il timore di perdere alcune capacità fisiche e cognitive.
Il 50% degli intervistati indica la salute fisica e la mobilità come principali preoccupazioni legate all’avanzare dell’età.
Seguono la salute cognitiva, citata dal 35% del campione, i cambiamenti dell’aspetto fisico, indicati dal 29%, e la possibile perdita dell’indipendenza, che preoccupa il 28%.
La ricerca mette quindi in evidenza come la percezione della vecchiaia sia strettamente collegata alla possibilità di mantenere autonomia, benessere e qualità della vita.
Sei giovani su dieci sentono la pressione di apparire sempre giovani
Un altro elemento rilevante riguarda il giudizio sociale.
Il 55,5% degli intervistati ritiene che la società abbia una visione negativa dell’invecchiamento, mentre il 39,1% dichiara di avvertire la pressione di conservare un aspetto giovane.
La percentuale aumenta sensibilmente tra i più giovani: nella fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni raggiunge il 62,5%.
In altre parole, quasi due giovani su tre dichiarano di percepire aspettative sociali legate al mantenimento della giovinezza.
Il dato evidenzia quanto il rapporto con l’aspetto esteriore possa incidere sulla percezione di sé già nelle prime fasi dell’età adulta.
L’età pesa anche sul lavoro: il 26% segnala opportunità perse
Le conseguenze della percezione dell’età non si limitano alla sfera personale.
Il 26,1% dei partecipanti ritiene di aver perso almeno un’opportunità professionale o una promozione a causa della propria età.
Si tratta di una valutazione riferita dagli intervistati, che non equivale necessariamente a un accertamento di discriminazione, ma segnala come il fattore anagrafico venga percepito da una parte del campione come un possibile ostacolo alla crescita lavorativa.
Il risultato richiama l’attenzione sul tema degli stereotipi legati all’età e sul loro possibile peso nei percorsi professionali.
Invecchiare può significare anche maggiore sicurezza in sé stessi
Accanto alle preoccupazioni, la ricerca restituisce anche una visione positiva del passare degli anni.
Il 61,1% degli intervistati non considera l’invecchiamento necessariamente equivalente al sentirsi vecchi.
Più della metà del campione, il 51,5%, dichiara inoltre di sentirsi progressivamente più a proprio agio con sé stesso, mentre il 52,2% riferisce di aver sviluppato una maggiore resilienza emotiva con l’avanzare dell’età.
Sono risultati che mostrano un rapporto complesso con l’invecchiamento: da una parte il timore dei cambiamenti fisici e delle aspettative sociali, dall’altra la possibilità di acquisire maggiore consapevolezza personale e capacità di affrontare le difficoltà.
Percepire la vecchiaia non significa necessariamente essere anziani
L’indagine di Unobravo evidenzia soprattutto una distanza tra età anagrafica ed età percepita.
Se i più giovani tendono a immaginare la vecchiaia come una fase relativamente vicina, le generazioni più adulte ne collocano l’inizio molto più avanti.
I risultati suggeriscono che il rapporto con l’età non dipende soltanto dal numero di anni vissuti, ma anche dalle esperienze personali, dalle aspettative e dal contesto sociale.
La ricerca, basata sulle risposte di 1.670 adulti, fotografa le percezioni dei partecipanti e non stabilisce un’età oggettiva in cui cominci la vecchiaia.
Fonte: indagine Unobravo sul rapporto degli italiani con l’invecchiamento. Lo studio completo è consultabile sul sito ufficiale: https://www.unobravo.com/dati/quando-ci-si-sente-avanti-con-gli-anni
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