L’Istat conferma l’accelerazione dei prezzi, in aumento dello 0,7% rispetto ad agosto. Gasolio a +34,9%, benzina a +21,8% e rincari anche per i prodotti alimentari freschi. Cresce il costo del carrello della spesa.
L’inflazione in Italia continua a salire. A settembre 2026 i prezzi al consumo registrano un aumento dello 0,7% su base mensile e del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro il +3,3% rilevato ad agosto. A comunicarlo è l’Istat, che conferma la stima preliminare diffusa il 30 settembre.
Si tratta del livello di crescita annua più elevato da settembre 2023, un’accelerazione determinata principalmente dall’aumento dei prezzi dell’energia e dei carburanti, ma che comincia a interessare anche altri settori dell’economia.
A risentirne sono soprattutto le spese quotidiane delle famiglie, tra rifornimenti, bollette e acquisti alimentari.
Carburanti sempre più cari: gasolio +34,9% e benzina +21,8%
A trainare l’inflazione sono ancora una volta i prodotti energetici, i cui prezzi crescono complessivamente del 22,6% su base annua, rispetto al 17,1% registrato ad agosto.
Particolarmente significativo l’aumento dei carburanti. Il gasolio per autotrazione registra un rincaro del 34,9% rispetto a settembre 2025, mentre la benzina segna un +21,8%.
Su base mensile, gli incrementi sono rispettivamente del 6% e del 4,8%.
Anche il gasolio per riscaldamento mostra un aumento consistente, pari al 38,5% su base annua.
Il rialzo dei carburanti rappresenta un elemento di pressione non soltanto per gli automobilisti, ma anche per le attività economiche che dipendono dal trasporto delle merci e dalla distribuzione dei prodotti.
Bollette, aumentano gas ed elettricità
I rincari interessano anche le forniture energetiche domestiche.
Nel mercato tutelato, i prezzi del gas naturale registrano un aumento del 47% rispetto a settembre dello scorso anno, con una crescita dell’11,4% rispetto ad agosto.
Per l’elettricità nel mercato tutelato, invece, l’incremento annuo si mantiene al 9,7%, senza variazioni su base mensile.
Nel mercato libero, il gas naturale aumenta del 16,7% su base annua, mentre l’elettricità registra un +22,8%.
Nel complesso, i beni energetici regolamentati accelerano al +25,8% e quelli non regolamentati al +22,5%.
Carrello della spesa più costoso: salgono frutta e verdura
L’aumento dei prezzi si riflette anche sugli acquisti alimentari.
A settembre i prodotti alimentari registrano una crescita annua dell’1,7%, in accelerazione rispetto all’1% del mese precedente.
A incidere maggiormente sono gli alimentari non lavorati, che passano dal +3,8% al +5,5%.
Tra i rincari più evidenti figurano ortaggi, tuberi e legumi, con un aumento dell’8,5% su base annua e del 5,9% rispetto ad agosto.
Anche la frutta torna a registrare una variazione positiva dei prezzi, passando dal -1,7% di agosto al +0,5% di settembre.
In controtendenza gli alimentari lavorati, che mostrano una flessione dello 0,6% su base annua.
L’indice relativo al cosiddetto carrello della spesa, che comprende beni alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, accelera dall’0,9% all’1,5%.
Aumentano anche i prezzi dei prodotti acquistati più spesso
Un altro segnale dell’impatto dell’inflazione sui consumi quotidiani arriva dai prodotti ad alta frequenza d’acquisto.
Per questa categoria, la crescita annua dei prezzi passa dal 4,3% di agosto al 5,2% di settembre.
Il dato riflette anche l’effetto dei rincari energetici su beni e servizi acquistati frequentemente, contribuendo ad aumentare la pressione sui bilanci familiari.
Trasporti, alloggi e servizi: nuovi aumenti
L’accelerazione dell’inflazione non riguarda soltanto i beni materiali.
I servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona registrano una crescita annua del 2,9%, rispetto al 2,6% del mese precedente.
A incidere sono soprattutto i servizi di alloggio, i cui prezzi aumentano del 3,5% su base annua e del 4,1% rispetto ad agosto.
In rialzo anche i servizi relativi ai trasporti, che passano dal +0,8% al +1,6% annuo.
Nel settore del trasporto aereo, invece, i prezzi continuano a diminuire rispetto all’anno precedente, ma a un ritmo meno marcato: la variazione passa dal -11,5% al -6,1%.
Inflazione di fondo all’1,6%, quella acquisita al 3,1%
Al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, l’inflazione di fondo si attesta all’1,6%, in lieve aumento rispetto all’1,5% di agosto.
L’inflazione acquisita per il 2026 raggiunge invece il 3,1%. Si tratta della variazione media annua che si registrerebbe se l’indice dei prezzi rimanesse invariato fino alla fine dell’anno.
Il dato si avvicina alla previsione del Fondo monetario internazionale, che ha stimato per l’Italia un’inflazione del 3,3% nel 2026.
L’andamento dei prezzi nei prossimi mesi dipenderà in particolare dall’evoluzione dei mercati energetici e dalla possibile trasmissione dei maggiori c
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