La professoressa dell’Università UNINT interviene al convegno promosso da ANGI a Roma: la diffusione di contenuti artificiali mette in discussione il rapporto tra immagini e verità e rende necessari nuovi strumenti di tutela per i cittadini.
Roma, 31 ottobre 2026 – Siamo ancora in grado di distinguere un’immagine autentica da una creata con l’intelligenza artificiale? La diffusione dei deepfake sta cambiando il modo in cui riconosciamo e verifichiamo le informazioni, mettendo in discussione anche il valore delle immagini come prova di ciò che è realmente accaduto.
È uno dei temi affrontati da Anna Carla Nazzaro, Professoressa ordinaria di Diritto privato presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), durante l’incontro “Il valore delle democrazie nell’era digitale: deep fake, AI generativa e nuove strategie dell’autocrazia”, promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) in collaborazione con gli Uffici del Parlamento europeo in Italia, il 29 ottobre presso la Sala Europa di Roma.
Secondo Nazzaro, l’intelligenza artificiale sta contribuendo alla nascita di un nuovo sistema in cui il rapporto tra contenuti digitali e verità diventa sempre più complesso. Il problema non riguarda soltanto la diffusione di immagini false, ma anche la difficoltà di verificare l’autenticità di ciò che vediamo.
«Siamo abituati a considerare le immagini come prova della verità. Quando l’immagine perde il suo valore documentale e probatorio, viene meno anche il senso di sicurezza dell’utente», ha spiegato Nazzaro, richiamando l’attenzione sulle conseguenze che queste tecnologie possono avere sulla fiducia dei cittadini nei contenuti digitali.
La possibilità di creare immagini e video sempre più realistici attraverso strumenti di intelligenza artificiale rende infatti più difficile affidarsi a ciò che appare sullo schermo. Un cambiamento che solleva interrogativi non soltanto sulla qualità dell’informazione, ma anche sulla protezione degli utenti di fronte a contenuti manipolati.
Da qui, secondo la docente, la necessità di predisporre strumenti adeguati di verifica e tutela, capaci di proteggere le persone di fronte a una realtà apparentemente autentica, ma costruita artificialmente.
L’intervento si inserisce nel più ampio confronto promosso da ANGI sul futuro delle democrazie nell’era digitale, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, esperti e professionisti del settore tecnologico per discutere delle opportunità dell’intelligenza artificiale e delle nuove sfide legate alla disinformazione, alla sicurezza e alla tutela dei diritti.
Il tema sollevato da Nazzaro pone una questione centrale: in un mondo in cui anche le immagini possono essere generate artificialmente, diventa sempre più importante disporre degli strumenti necessari per riconoscere le informazioni attendibili e proteggere la fiducia dei cittadini nell’ambiente digitale.
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