Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per la Svizzera. Il Pil 2025 è stimato all’1,3%, sotto il precedente 1,7%, mentre per il 2026 si attende un incremento dell’1,2%, ben al di sotto della media a lungo termine (1,8%).
Le ragioni principali sono il riaccendersi delle tensioni commerciali e un franco forte che penalizza le esportazioni. A rischio anche gli investimenti nel settore industriale e il turismo, a causa dell’incertezza economica globale.
Un grosso elemento di attenzione è il valore del cambio: un franco resistente potrebbe soffocare la competitività esterna. L’FMI raccomanda di monitorare da vicino l’evoluzione geopolitica, i costi energetici e le barriere commerciali – tutti fattori che influenzeranno la resilienza economica elvetica.
L’invito finale è a una politica economica prudente, capace di contenere i rischi ma pronta a supportare la stabilizzazione con interventi mirati e stimoli selettivi.
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