MILANO / NEW YORK – Le borse europee e statunitensi chiudono in positivo nella prima seduta dopo l’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela, che ha portato alla caduta e all’arresto del presidente Nicolás Maduro. Gli indici azionari hanno mostrato una reazione robusta, con Piazza Affari in rialzo e Wall Street in terreno positivo, sostenuti dall’andamento dei titoli legati all’energia, alla difesa e alla tecnologia.
A Milano il Ftse Mib ha segnato un progresso di circa lo 0,7%, mentre altri mercati europei come Francoforte e Madrid hanno chiuso anch’essi in rialzo. Anche negli Stati Uniti gli indici principali hanno registrato guadagni, con il Dow Jones in crescita e lo S&P 500 e il Nasdaq positivi.
La seduta è stata influenzata dal fatto che gli investitori non sembrano eccessivamente spaventati dalle tensioni geopolitiche, concentrandosi piuttosto sui possibili effetti sui fondamentali economici e sui profitti delle società, in particolare nel settore energetico. Titoli legati alla difesa hanno mostrato performance solide, riflettendo la maggiore attenzione al rischio geopolitico.
Sul fronte delle materie prime, si è registrato un rialzo dei metalli preziosi: l’oro ha guadagnato terreno e l’argento ha registrato una crescita significativa, spinti dalla domanda come beni rifugio in un contesto di incertezza globale. Anche il petrolio ha mostrato segni di recupero, dopo un iniziale calo nei giorni scorsi.
In sintesi, nonostante il clima internazionale teso dopo l’operazione in Venezuela, i mercati finanziari hanno reagito con fiducia, premiando asset considerati sicuri e settori con prospettive di profitto legate ai cambiamenti geopolitici. Gli operatori rimangono però attenti ai possibili sviluppi nelle prossime settimane.
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