Un semplice “Ciao” seguito da una richiesta di denaro apparentemente innocua. È così che si presenta una nuova ondata di truffe che sta circolando su WhatsApp, segnalata in queste settimane da utenti di diverse città italiane. Il messaggio, che può variare leggermente nel testo, segue sempre lo stesso schema: una richiesta urgente di 810 euro, accompagnata da una giustificazione generica e da un tono confidenziale.
A rendere la truffa particolarmente insidiosa è il fatto che il mittente sembra essere una persona conosciuta: un amico, un collega o un familiare. In realtà, dietro il messaggio si nasconde un tentativo di raggiro messo in atto dopo il furto o la clonazione dell’account WhatsApp della vittima originale. I truffatori sfruttano la fiducia e l’urgenza per spingere il destinatario ad agire in fretta, senza verificare.
Il testo è spesso breve e studiato per non destare sospetti: “Potresti prestarmi 810 euro? È urgente, poi ti spiego”. In alcuni casi viene chiesto di effettuare un bonifico immediato o una ricarica, in altri di inviare il denaro tramite servizi di pagamento digitale. Una volta effettuato il trasferimento, il denaro diventa difficilmente recuperabile.
Le segnalazioni raccolte raccontano uno schema ormai collaudato. Dopo il primo messaggio, se la vittima risponde, il truffatore insiste sul carattere emergenziale della richiesta, evitando accuratamente dettagli che potrebbero tradirne l’identità. Chi prova a fare domande più precise spesso non riceve risposte coerenti o viene sollecitato a “fare in fretta”.
Le forze dell’ordine e le associazioni dei consumatori invitano alla massima prudenza. In caso di richieste di denaro ricevute via chat, il consiglio è di non effettuare alcun pagamento e di verificare sempre l’identità del contatto, ad esempio chiamandolo direttamente. È inoltre importante segnalare l’account sospetto e avvisare la persona che potrebbe essere stata vittima di un furto di profilo.
La diffusione di questo tipo di truffe conferma quanto le piattaforme di messaggistica istantanea siano diventate un terreno fertile per i raggiri digitali. La regola resta una: davanti a richieste economiche improvvise, anche se sembrano provenire da qualcuno che conosciamo, è sempre meglio fermarsi un attimo e controllare.
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