Terremoto in Venezuela, cresce il bilancio delle vittime: soccorsi ancora in corso nelle aree più colpite

Il Venezuela continua a fare i conti con le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Paese. Mentre i soccorsi proseguono senza sosta, il bilancio provvisorio parla di almeno 32 vittime e oltre 700 feriti, ma le autorità precisano che il numero potrebbe aumentare sensibilmente.

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha infatti spiegato che i dati ufficiali non comprendono ancora la regione di La Guaira, una delle zone maggiormente devastate dal sisma. L’area è rimasta senza energia elettrica e numerosi residenti hanno trascorso la notte all’aperto, mentre squadre di soccorso e volontari continuano a cercare eventuali superstiti sotto le macerie.

La Guaira ancora isolata

Secondo il governo venezuelano, la situazione più critica resta proprio a La Guaira, dove le comunicazioni risultano difficoltose e i danni alle infrastrutture complicano il lavoro dei soccorritori.

Molti edifici hanno riportato gravi danni strutturali e migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni.

Continuano le scosse

Nelle ore successive al terremoto principale sono state registrate altre due scosse di magnitudo 4.5 e 4.4.

Lo United States Geological Survey (USGS) ritiene inoltre probabile che nelle prossime settimane possano verificarsi ulteriori scosse di assestamento, anche superiori a magnitudo 5.0.

Le testimonianze

Tra le testimonianze raccolte nelle ore successive al sisma c’è quella dell’avvocato italo-venezuelano Antonella Pinto, residente a Valencia.

«Le scosse sono state fortissime e ravvicinate. Molti edifici sono crollati e tante persone si trovavano in casa perché era un giorno festivo. C’è ancora tanta paura e numerose famiglie hanno perso tutto», ha raccontato all’ANSA.

Solidarietà internazionale

Diverse nazioni hanno espresso vicinanza al Venezuela e offerto assistenza.

Il ministro italiano per la Protezione Civile Nello Musumeci ha dichiarato che l’Italia è pronta a fornire supporto operativo qualora venga attivato il meccanismo europeo di soccorso internazionale.

Anche la Germania ha annunciato la disponibilità di mettere a disposizione fino a sei velivoli militari A400M per il trasporto di personale, mezzi e materiali destinati alle operazioni di emergenza.

Messaggi di solidarietà sono arrivati inoltre dai sovrani di Spagna, Felipe VI e Letizia, che hanno espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e alle comunità colpite dalla tragedia.

La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha infine ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il sostegno manifestato nelle ore successive al sisma, sottolineando i contatti avuti tra Washington e Caracas durante l’emergenza.

Uno dei terremoti più gravi degli ultimi anni

Il terremoto riporta alla memoria altri devastanti eventi sismici che negli ultimi decenni hanno colpito diverse aree del pianeta, dal sisma di Haiti del 2010 a quello che nel 2023 devastò Turchia e Siria, fino ai terremoti in Giappone, Nepal, Marocco e Myanmar.

Intanto in Venezuela le operazioni di ricerca proseguono senza interruzione. Le autorità temono che, con l’arrivo dei dati dalle aree ancora isolate, il bilancio delle vittime possa aggravarsi ulteriormente.

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