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Annegamenti in Italia, 604 morti in due anni: giovani e over 65 tra le fasce più colpite

I dati dell’Osservatorio nazionale: oltre otto vittime su dieci sono uomini. Quasi la metà degli episodi mortali avviene in mare, ma resta alto il rischio anche in fiumi e laghi

Sono 604 le persone morte per annegamento in Italia nel biennio 2024-2025. Un bilancio che mette in evidenza come il fenomeno interessi in particolare le fasce più giovani e quelle più anziane della popolazione: circa il 23% delle vittime aveva fino a 24 anni, mentre quasi il 30% aveva più di 65 anni. 

I dati emergono dalla relazione annuale dell’Osservatorio per lo sviluppo di una strategia nazionale di prevenzione degli annegamenti e degli incidenti in acque di balneazione, pubblicata dall’Istituto superiore di sanità e richiamata dal Ministero della Salute.

Oltre l’80% delle vittime sono uomini

Il fenomeno presenta una forte differenza tra i sessi. Nel periodo analizzato, oltre l’80% delle persone morte per annegamento era di sesso maschile, mentre le donne rappresentavano il 19,3% delle vittime.

A livello mondiale, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità riportati dal Ministero, gli annegamenti provocano circa 300mila decessi ogni anno, con un’incidenza particolarmente significativa tra i bambini e i ragazzi da uno a 14 anni. 

Mare, fiumi e laghi: dove avvengono più incidenti

Il 46,8% degli episodi mortali registrati in Italia si è verificato in mare. Una percentuale quasi identica, il 46,2%, riguarda invece le acque interne, tra fiumi e laghi.

Le piscine rappresentano il 6,2% degli annegamenti, ma in questo contesto risultano particolarmente coinvolti bambini e adolescenti.

Tra le regioni con il maggior numero di decessi nel biennio figura al primo posto la Lombardia con 90 casi, seguita dal Veneto con 73 e dalla Toscana con 52. Nel Lazio sono state registrate 51 vittime. Seguono Puglia, Sardegna e Sicilia con 41 casi ciascuna ed Emilia-Romagna con 37. 

I principali fattori di rischio

Malori improvvisi, correnti, fondali instabili, scarsa capacità natatoria e sottovalutazione del pericolo figurano tra i principali elementi associati agli incidenti negli ambienti naturali.

Particolare attenzione viene richiesta per i bambini, che non dovrebbero mai essere lasciati senza sorveglianza vicino all’acqua. Per giovani e adulti, invece, le raccomandazioni comprendono il rispetto della bandiera rossa, la prudenza in presenza di mare mosso e l’attenzione prima di effettuare tuffi in zone di cui non si conoscono profondità e fondale.

Per le persone più anziane viene inoltre raccomandato di evitare sforzi eccessivi e immersioni in condizioni sfavorevoli. Secondo la relazione, ogni anno circa 120 incidenti associati a malori riguardano persone con più di 60 anni, mentre circa 70 persone perdono la vita nei fiumi. 

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