Innovazione tecnologica, sicurezza e sostenibilità devono procedere insieme anche nella gestione del decommissioning nucleare e dei rifiuti radioattivi. È la prospettiva illustrata da Flaviano Bruno, Direttore Ingegneria e Nuove Tecnologie di Sogin S.p.A., intervenuto a “CyberShield AI Italia – La nuova difesa digitale nazionale”, l’evento promosso dall’Associazione Nazionale Giovani Innovatori (ANGI) dedicato alle nuove sfide della sicurezza e dell’innovazione.
Sogin, società pubblica, è impegnata nello smantellamento delle installazioni nucleari italiane del precedente programma nucleare e nella gestione dei rifiuti radioattivi fino al loro smaltimento. Un settore particolarmente delicato, nel quale ogni percorso di innovazione deve tenere insieme sicurezza fisica, cybersecurity e sostenibilità ambientale.
«Qualsiasi azienda che nel nostro settore voglia fare innovazione deve tenere presenti alcune cose. Innanzitutto la sicurezza, sia fisica sia cyber, nelle proprie attività», ha spiegato Bruno.
A questo si aggiunge l’applicazione delle BAT, le Best Available Techniques, ovvero le migliori tecniche disponibili e applicabili nelle diverse fasi dei processi, insieme all’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e contribuire alla decarbonizzazione.
Una delle principali direttrici seguite da Sogin riguarda l’ottimizzazione continua dei processi, anche attraverso la minimizzazione della produzione di rifiuti radioattivi e la massimizzazione del riutilizzo di componenti e materiali. Parallelamente, l’azienda punta sull’impiego di materiali consumabili maggiormente compatibili con l’ambiente e sulla progressiva elettrificazione di alcune attività, riducendo dove possibile l’utilizzo di carburanti.
Sul fronte dell’Ingegneria e delle Nuove Tecnologie, l’obiettivo è costruire un sistema capace di gestire l’intero ciclo di vita degli impianti e delle informazioni a essi associate.
Uno degli strumenti centrali è il BIM, Building Information Modeling. «Molto spesso si confonde il BIM semplicemente con una modellizzazione 3D dell’impianto, ma in realtà il BIM è una cosa molto più complessa: è una gestione integrata di tutte le informazioni correlate con l’impianto», ha sottolineato Bruno.
La metodologia viene integrata con altri strumenti sviluppati per la gestione dei dati. Tra questi figura AIGOR, un tool realizzato internamente da Sogin per la gestione delle informazioni relative ai rifiuti radioattivi.
L’integrazione permette di valutare già durante la progettazione quali effetti avrà il futuro smantellamento dell’impianto, quali rifiuti radioattivi potranno essere prodotti, quali materiali potranno essere riutilizzati o riciclati e quali dovranno invece essere destinati allo smaltimento.
Si costruisce così un patrimonio informativo destinato ad accompagnare l’impianto lungo un arco temporale estremamente ampio. «Parliamo di un orizzonte di 40-45 anni», ha evidenziato Bruno, durante i quali le informazioni vengono progressivamente aggiornate per consentire il controllo e l’ottimizzazione dell’intero ciclo di vita.
In questo sistema Sogin sta valutando anche l’implementazione dell’intelligenza artificiale in alcune fasi dei processi. Un passaggio che richiede particolare cautela proprio per la natura dei dati gestiti e per la sensibilità delle infrastrutture coinvolte.
La cybersecurity diventa quindi un requisito trasversale all’intero processo di innovazione. Bruno ha spiegato che gli impianti e i relativi sistemi vengono sottoposti a verifiche di sicurezza informatica prima dell’implementazione, includendo anche i sistemi di automazione e controllo.
«Anche il semplice sistema di automazione e controllo dell’impianto subisce un’analisi per verificare che non ci siano rischi correlati alla cybersecurity», ha precisato.
Negli ultimi due anni, secondo Bruno, Sogin ha rafforzato in particolare l’integrazione dei processi e la standardizzazione delle informazioni relative agli impianti e ai rifiuti, facendo riferimento anche a standard internazionali e integrando la cybersecurity nella progettazione.
Un approccio nel quale digitalizzazione e innovazione non rappresentano quindi elementi separati dalla sicurezza: BIM, gestione integrata dei dati, automazione e futura applicazione dell’intelligenza artificiale devono essere sviluppati insieme alla protezione delle informazioni e dei sistemi lungo l’intero ciclo di vita degli impianti.
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