Meloni sugli allarmi bomba in Europa: «Sotto attacco le infrastrutture civili, dobbiamo proteggere i cittadini»

La presidente del Consiglio interviene da Fieracavalli a Verona sui recenti episodi che hanno interessato diversi Paesi europei. Dalla sicurezza informatica alla protezione degli ospedali e dei trasporti, la premier difende gli investimenti nella difesa: «Non parliamo semplicemente di armi».

ROMA, 6 novembre 2026 – Gli allarmi bomba sugli aerei, gli attacchi informatici e i tentativi di sabotaggio delle infrastrutture civili europee riportano al centro del dibattito politico il tema della sicurezza nazionale.

A intervenire è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel pomeriggio di venerdì 6 novembre, durante una visita alla manifestazione Fieracavalli di Verona, ha risposto alle domande dei giornalisti sui recenti episodi che hanno interessato diversi Paesi europei.

La premier ha espresso preoccupazione per la crescente vulnerabilità delle infrastrutture essenziali, sottolineando la necessità di rafforzare gli investimenti nella sicurezza informatica e nella protezione dei servizi utilizzati quotidianamente dai cittadini.

«Devono preoccupare. Dobbiamo mettere in sicurezza la quotidianità», ha dichiarato Meloni, riferendosi agli attacchi hacker e agli allarmi bomba registrati negli ultimi giorni.

Meloni sugli attacchi hacker: «Sotto attacco infrastrutture civili, ospedali e trasporti»

La presidente del Consiglio ha richiamato l’attenzione su diversi episodi verificatisi in Europa, tra cui gli allarmi bomba sui voli e gli attacchi che hanno interessato infrastrutture e sistemi essenziali.

Meloni ha precisato che non è ancora possibile stabilire se questi fatti siano collegati tra loro.

«Oggi non siamo in grado di dire se l’attacco al plasma in Francia, piuttosto che i finti allarmi bomba sugli aerei, piuttosto che l’aggressione nei confronti dei generi alimentari siano tutti collegati», ha affermato.

Secondo la premier, tuttavia, questi episodi mettono in evidenza una criticità comune: la vulnerabilità delle strutture che garantiscono il funzionamento della società.

«Oggi a essere sotto attacco sono le infrastrutture civili, sono i beni alimentari, sono gli ospedali, può essere la sanità, sono i mezzi di trasporto».

La presidente del Consiglio ha quindi evidenziato come le minacce alla sicurezza non riguardino esclusivamente gli ambiti militari, ma possano coinvolgere direttamente la vita quotidiana della popolazione.

Allarmi bomba sugli aerei in Europa, resta da chiarire se gli episodi siano collegati

Le dichiarazioni arrivano mentre diversi Paesi europei stanno affrontando una serie di segnalazioni e falsi allarmi bomba che hanno interessato il trasporto aereo.

Gli episodi hanno richiesto l’attivazione di procedure di sicurezza, controlli straordinari e interventi delle autorità competenti.

Il quadro ha alimentato interrogativi sulla possibilità che alcune delle minacce siano riconducibili a un’unica strategia di destabilizzazione.

Su questo punto, però, Meloni ha invitato a distinguere le preoccupazioni dalle conclusioni investigative.

Non esistono, sulla base delle dichiarazioni riportate, elementi sufficienti per affermare che tutti gli episodi siano coordinati o riconducibili agli stessi responsabili.

Il governo considera comunque necessario rafforzare la capacità di prevenzione e risposta alle minacce che possono colpire infrastrutture e servizi pubblici.

Spese per la difesa, Meloni: «Non significa soltanto comprare armi»

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il rapporto tra investimenti nella difesa, sicurezza nazionale e protezione dei servizi pubblici.

La presidente del Consiglio ha sostenuto che il concetto di difesa debba essere interpretato in maniera più ampia rispetto alla sola dimensione militare.

«Quando noi parliamo di spese di difesa e sicurezza in un tempo come questo, non stiamo parlando semplicemente di armi, stiamo parlando di mettere in sicurezza la quotidianità dei cittadini», ha dichiarato.

Secondo Meloni, le risorse destinate alla protezione delle infrastrutture informatiche possono contribuire anche alla sicurezza degli ospedali, delle strutture sanitarie e della distribuzione alimentare.

La premier ha quindi contestato l’idea che gli investimenti nella sicurezza siano necessariamente alternativi a quelli destinati ai servizi essenziali.

L’esempio delle sacche di sangue: «Gli hacker hanno tentato di modificare la temperatura dei frigoriferi»

Per spiegare i rischi degli attacchi informatici, Meloni ha citato un episodio riguardante i sistemi di refrigerazione utilizzati per conservare il sangue destinato alle trasfusioni.

Secondo quanto riferito dalla presidente del Consiglio, alcuni hacker avrebbero tentato di alterare la temperatura dei frigoriferi, mettendo potenzialmente a rischio la conservazione del materiale sanitario.

Il tentativo sarebbe stato contrastato da un sistema di protezione informatica.

«Quando degli hacker hanno tentato di modificare la temperatura dei frigoriferi che mantengono il sangue che serve per le trasfusioni, quel sangue è stato messo in sicurezza da un sistema che costa», ha spiegato.

Meloni ha utilizzato questo esempio per evidenziare come la cybersecurity possa avere conseguenze dirette sulla tutela della salute pubblica.

La premier ha poi posto una domanda sul modo in cui classificare economicamente questi investimenti: «Quando si paga per comprare quel sistema, è spesa di difesa o è spesa sanitaria?».

Sicurezza e sanità, la posizione della presidente del Consiglio

La presidente del Consiglio ha affrontato anche il dibattito sull’impiego delle risorse pubbliche, contestando la contrapposizione tra investimenti nella difesa e finanziamenti destinati alla sanità.

«Quando ci dicono che le risorse sulla difesa e sulla sicurezza sono soldi che vengono tolti alla sanità o agli ospedali, si sta dicendo una stupidaggine», ha affermato.

Secondo Meloni, in una fase caratterizzata da minacce informatiche e rischi per le infrastrutture, entrambi gli ambiti richiedono investimenti.

La premier ha inoltre richiamato l’attenzione sulle possibili conseguenze degli attacchi ai sistemi di conservazione degli alimenti.

La manomissione dei frigoriferi, ha spiegato, può rendere necessario eliminare prodotti alimentari non più sicuri, causando danni economici e problemi nella distribuzione.

La posizione espressa dalla presidente del Consiglio è che la protezione digitale delle infrastrutture essenziali debba essere considerata parte integrante delle politiche di sicurezza.

Meloni da Verona: «Abbiamo cominciato a lavorare sulla sicurezza da tempi non sospetti»

Concludendo il suo intervento sul tema, Meloni ha rivendicato l’azione del governo nel rafforzamento della sicurezza nazionale.

«Questo governo ha cominciato a lavorare su questo tema da tempi non sospetti, sono fiera di averlo fatto perché non sono così cinica da fare campagna elettorale sulla sicurezza e sulla vita delle persone», ha dichiarato.

Le parole della premier arrivano in un contesto europeo segnato da una crescente attenzione verso la protezione delle infrastrutture critiche, dai sistemi informatici ai trasporti, fino alle strutture sanitarie.

Il tema centrale sollevato dalla presidente del Consiglio riguarda la necessità di prevenire attacchi capaci di compromettere servizi fondamentali per la popolazione.

Per Meloni, la sicurezza nazionale non si misura soltanto nella capacità di difesa militare, ma anche nella protezione concreta della quotidianità dei cittadini.

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