Elezioni comunali 2026, quasi 6 milioni al voto: sfide decisive nei grandi capoluoghi

Saranno circa sei milioni gli italiani chiamati alle urne domenica 24 e lunedì 25 maggio per il rinnovo delle amministrazioni comunali in circa 750 Comuni. Un appuntamento elettorale che coinvolge quasi il 15% dell’elettorato nazionale e che assume un forte peso politico soprattutto nei 15 capoluoghi considerati strategici. 

L’equilibrio tra gli schieramenti appare quasi perfetto: otto dei principali Comuni al voto sono oggi guidati dal centrosinistra, sette dal centrodestra. I riflettori della politica nazionale sono puntati in particolare su città come Venezia, Reggio Calabria e Salerno. 

A Venezia il centrosinistra punta sul senatore del Partito Democratico Andrea Martella, mentre il centrodestra schiera Simone Venturini, assessore uscente della giunta Brugnaro. Sfida ad alta tensione anche a Reggio Calabria, dove il centrodestra unito sostiene il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, mentre il centrosinistra punta su Domenico Battaglia. 

Particolarmente frammentata la situazione a Salerno, dove Vincenzo De Luca tenta il ritorno alla guida della città sostenuto da liste civiche, ma senza il simbolo ufficiale del Pd. Il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra sostengono invece Franco Massimo Lanocita, mentre il centrodestra corre con Gherardo Maria Marenghi. 

Sfide importanti anche nel resto d’Italia. In Lombardia si vota a Lecco e Mantova, mentre in Toscana l’attenzione è concentrata su Arezzo, Pistoia e Prato, Comune reduce dall’inchiesta che ha coinvolto l’ex sindaca Ilaria Bugetti. Nelle Marche riflettori su Fermo e Macerata. 

Le urne saranno aperte domenica 24 maggio dalle 7 alle 23 e lunedì 25 maggio dalle 7 alle 15. Nei Comuni con oltre 15mila abitanti, se nessun candidato supererà il 50% dei voti, si andrà al ballottaggio il 7 e 8 giugno. 

Per votare sarà necessario presentarsi con documento d’identità valido e tessera elettorale. Nei Comuni sopra i 15mila abitanti sarà possibile anche il voto disgiunto e l’espressione di due preferenze, purché di genere diverso. 

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