Malattia e visite fiscali, l’Inps intensifica i controlli: cosa cambia e quali sono le sanzioni

Più certificati, più verifiche: la nuova stretta dell’Inps

Si rafforza l’attività di controllo dell’INPS sulle assenze per malattia. I dati dell’ultimo Osservatorio statistico sul Polo unico per la tutela della malattia mostrano un incremento sia dei certificati medici sia delle visite fiscali domiciliari nella seconda metà del 2025.

Tra luglio e dicembre sono stati trasmessi circa 14 milioni di certificati, con un aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Parallelamente, l’Istituto ha disposto quasi 399mila controlli, in crescita del 3,7% su base annua. Un trend che conferma la volontà di contrastare fenomeni di assenteismo e utilizzi impropri dell’indennità.


Reperibilità obbligatoria: le regole da rispettare

Durante la malattia il lavoratore, sia del settore pubblico sia del privato, deve essere reperibile presso l’indirizzo indicato nel certificato medico nelle fasce orarie stabilite:

  • dalle 10 alle 12
  • dalle 17 alle 19

Le visite possono essere effettuate in qualsiasi giorno della settimana, inclusi sabati, domeniche e festivi, e per l’intera durata della prognosi.

Se il dipendente ha necessità di spostarsi temporaneamente (ad esempio per visite mediche o esigenze personali documentabili), deve comunicarlo tempestivamente per evitare contestazioni in caso di controllo.


Cosa succede in caso di assenza alla visita fiscale

La mancata presenza alla visita domiciliare, se non giustificata, comporta conseguenze economiche immediate e progressive:

  • Prima assenza ingiustificata: perdita totale dell’indennità per i primi 10 giorni di malattia
  • Seconda assenza: riduzione del 50% dell’indennità per il periodo residuo
  • Terza assenza: perdita totale dell’indennità per il restante periodo

Oltre al danno economico, nei casi più gravi il datore di lavoro può avviare un procedimento disciplinare interno, con possibili ripercussioni sul rapporto di lavoro fino al licenziamento.

L’Inps può inoltre disporre ulteriori accertamenti medico-legali se emergono incongruenze tra la certificazione iniziale e quanto riscontrato durante il controllo.


I numeri delle visite nel 2025

Nel dettaglio:

  • Terzo trimestre 2025: circa 199mila visite, +5,8% rispetto al 2024
  • Quarto trimestre 2025: circa 200mila controlli, +1,6% su base annua

Nel pubblico la crescita è stata più marcata, mentre nel privato si è registrato un lieve rallentamento nell’ultima parte dell’anno.

In media, tra luglio e settembre 2025 sono state effettuate 36 visite ogni mille certificati. Il dato è però molto diverso tra i settori:

  • 62 controlli ogni mille certificati nel pubblico
  • 30 ogni mille nel privato

Nel quarto trimestre la media complessiva è scesa a 23 controlli ogni mille certificati.


Smart working e controlli: cosa può cambiare

Con l’estensione dello smart working in diversi comparti della Pubblica amministrazione — anche alla luce dei rinnovi contrattuali più recenti — i controlli potrebbero progressivamente riguardare una quota crescente di lavoratori da remoto.

Le nuove intese, come il recente rinnovo del contratto Enti Locali 2022-2024, prevedono margini di maggiore flessibilità per categorie con esigenze particolari, come caregiver e lavoratori fragili. Tuttavia, la modalità di lavoro agile non esonera dagli obblighi di reperibilità in caso di malattia.


Il confronto europeo

Il contrasto all’assenteismo non riguarda solo l’Italia. Secondo analisi della Federazione Medici di Famiglia, nei Paesi del Nord Europa il tasso di assenze è elevato ma spesso fondato su sistemi di autocertificazione, con modelli di controllo differenti rispetto a quello italiano, che resta tra i più strutturati sul piano ispettivo.

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