Cartelle esattoriali, stop alle notifiche ad agosto: cosa cambia per i contribuenti

Chi teme di trovare una cartella esattoriale nella cassetta della posta durante le vacanze estive può tirare un sospiro di sollievo. Ad agosto, infatti, è prevista una sospensione delle notifiche delle cartelle di pagamento e di alcuni atti della riscossione, una misura amministrativa pensata per evitare che contribuenti e professionisti ricevano richieste di pagamento nel pieno del periodo feriale.

Nessuna sanatoria, la riscossione continua

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha precisato che non si tratta di una sanatoria né di un blocco dell’attività di recupero dei crediti. L’ente ha inoltre smentito le indiscrezioni su una presunta impennata di cartelle e pignoramenti, chiarendo che il numero delle notifiche resta sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno.

Durante la pausa estiva continueranno infatti le attività amministrative interne, le procedure già avviate e tutte le notifiche considerate urgenti, ad esempio nei casi in cui vi sia il rischio di prescrizione.

La sospensione prevista dalla riforma fiscale

Lo stop alle notifiche si inserisce nel quadro delle misure introdotte dal decreto legislativo n. 1 del 2024, che ha previsto una sospensione estiva anche per diversi atti dell’Agenzia delle Entrate.

Oltre alle cartelle esattoriali, la pausa riguarda anche:

  • avvisi bonari;
  • comunicazioni derivanti dai controlli automatici e formali;
  • alcuni avvisi di liquidazione;
  • lettere di compliance, con cui il Fisco invita i contribuenti a regolarizzare spontaneamente eventuali irregolarità.

La sospensione interesserà principalmente le due settimane centrali di agosto, salvo le eccezioni previste per gli atti indifferibili.

Gli obiettivi della riscossione per il 2026

La pausa estiva non modifica il piano operativo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La Convenzione triennale 2026-2028 sottoscritta con il Ministero dell’Economia prevede, per il 2026, la notifica di tra 16 e 20 milioni di cartelle di pagamento, oltre a 8-11 milioni di solleciti e intimazioni di pagamento.

Negli ultimi anni l’attività di riscossione è tornata progressivamente ai livelli precedenti alla pandemia. Secondo la Corte dei Conti, gli avvisi notificati sono passati dai 4,9 milioni del 2022 a oltre 9 milioni nel 2025, grazie al recupero delle attività sospese durante l’emergenza sanitaria.

Cosa cambia per i cittadini

Per i contribuenti cambia soprattutto il calendario. Le notifiche degli atti interessati dalla sospensione saranno rinviate di alcune settimane e riprenderanno al termine della pausa estiva, mentre resteranno possibili gli invii nei casi urgenti previsti dalla normativa.

La misura rappresenta quindi una tutela organizzativa pensata per evitare che cartelle e richieste di pagamento arrivino durante il periodo delle ferie, senza modificare il normale percorso della riscossione fiscale.

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