Btp, rendimenti in aumento: spread stabile a 82 punti e decennale vicino al 4,1%

Il differenziale con il Bund tedesco chiude quasi invariato, ma cresce il rendimento dei titoli italiani. Sui mercati pesano le parole della Federal Reserve e i timori di nuove strette sui tassi

Chiusura sostanzialmente stabile per lo spread tra Btp e Bund tedeschi, mentre tornano a crescere i rendimenti dei titoli di Stato italiani.

Nella seduta di venerdì 28 agosto il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco si è attestato intorno agli 82 punti base, senza variazioni significative rispetto alle ore precedenti.

Più evidente, invece, il movimento sul rendimento del Btp decennale, salito di circa due punti base fino al 4,097%, portandosi quindi a un passo dalla soglia del 4,1%. 

Salgono anche i rendimenti a breve termine

La pressione è stata maggiore sulle scadenze più brevi. Il rendimento del titolo italiano a due anni è aumentato di circa quattro punti base, raggiungendo il 3,087%.

A influenzare l’andamento dei mercati sono state soprattutto le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Kevin Warsh, che ha definito ancora preoccupante l’andamento dell’inflazione statunitense e ha ribadito la volontà di riportarla sotto controllo.

Parole interpretate dagli investitori come il segnale che una nuova stretta monetaria negli Stati Uniti non può essere esclusa. 

Occhi anche sulla Bce

Le tensioni sui rendimenti riguardano anche l’Europa. I mercati stanno infatti valutando la possibilità di un intervento della Banca centrale europea già a settembre, qualora le pressioni inflazionistiche dovessero restare elevate.

Un eventuale rialzo dei tassi avrebbe conseguenze dirette sul costo del debito pubblico e sull’accesso al credito per famiglie e imprese.

Per l’Italia, il dato da osservare resta quindi doppio: da una parte la stabilità dello spread, che continua a indicare la percezione del rischio rispetto alla Germania, dall’altra l’aumento dei rendimenti assoluti, che incide invece direttamente sul costo delle nuove emissioni di debito.

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