Milano, scontri in centro: oltre 500mila euro di danni per negozi e attività commerciali

Confcommercio Milano traccia un primo bilancio delle conseguenze degli scontri del 18 ottobre. Tra danneggiamenti e chiusure anticipate, pesanti ripercussioni per il commercio cittadino.

Gli scontri avvenuti domenica 18 ottobre nel centro di Milano hanno provocato conseguenze economiche significative per le attività commerciali della zona. Secondo una prima valutazione di Confcommercio Milano, le perdite complessive supererebbero i 500mila euro, considerando sia i danni materiali sia gli incassi mancati a causa della chiusura anticipata dei negozi.

Un bilancio ancora preliminare, che evidenzia le difficoltà affrontate dagli esercenti durante una giornata caratterizzata da tensioni e disordini.

Negozi chiusi dalle 17: pesano anche le vendite mancate

A fornire una prima quantificazione delle perdite è stato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano.

Secondo quanto riferito dall’associazione, numerose attività del centro sono state costrette a interrompere anticipatamente le vendite, chiudendo già alle 17.

«Nella zona centrale la stima è di oltre cinquecentomila euro fra danni e mancato introito perché alle 17 i negozi hanno dovuto chiudere», ha dichiarato Barbieri.

La cifra comprende quindi due tipologie di perdite: da una parte i danneggiamenti subiti dagli esercizi commerciali, dall’altra i ricavi non realizzati durante le ore di chiusura.

Per i negozi situati nelle aree centrali, l’interruzione dell’attività può avere conseguenze economiche importanti, soprattutto nelle giornate caratterizzate da un elevato afflusso di visitatori e clienti.

Confcommercio: «Una situazione del genere non si era mai vista»

Il segretario generale dell’associazione ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto.

«Forte preoccupazione perché una situazione del genere non si era mai vista», ha affermato Barbieri, descrivendo il clima vissuto dalle imprese coinvolte.

Le conseguenze degli scontri, secondo Confcommercio, non si limitano alle perdite economiche immediate.

Gli episodi di violenza possono infatti incidere anche sulla percezione di sicurezza e sulla fiducia degli operatori commerciali, elementi importanti per la continuità delle attività e per la frequentazione delle zone centrali della città.

Le preoccupazioni per il futuro del commercio milanese

Nel commentare gli avvenimenti, Barbieri ha richiamato anche il tema delle tensioni sociali.

«C’è preoccupazione per il futuro, perché quello che si evidenzia è una situazione di disagio sociale», ha spiegato il rappresentante di Confcommercio.

Nonostante le criticità emerse, l’associazione ha ribadito la propria fiducia nel lavoro delle istituzioni.

«Fiducia nelle istituzioni. Ognuno deve fare la sua parte», ha aggiunto Barbieri.

Un richiamo alla collaborazione tra amministrazione, autorità competenti e rappresentanti delle imprese per affrontare le conseguenze degli scontri e tutelare le attività economiche.

Un primo bilancio economico ancora da definire

La stima superiore al mezzo milione di euro rappresenta una prima valutazione delle ripercussioni sul commercio milanese.

Per conoscere l’effettiva entità delle perdite sarà necessario distinguere i danni materiali documentati dagli incassi non realizzati e verificare le conseguenze sulle singole attività.

Il dato diffuso da Confcommercio evidenzia comunque come gli episodi di disordine pubblico possano produrre effetti economici che vanno oltre i danneggiamenti immediatamente visibili.

Per il commercio del centro di Milano, la priorità resta il ritorno alla normale operatività, mentre prosegue la valutazione delle conseguenze della giornata del 18 ottobre.

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